TEMPUS FUGIT – la maratona natalizia

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

 

TEMPUS FUGIT – la maratona natalizia

 

Quando il Natale si avvicina si apre puntuale la corsa ai regali. Non è un caso che si parli di corsa perché spesso si traduce in un vero affanno.

Siamo sedotti da promozioni di tutti i tipi, da cofanetti di ogni genere, da messaggi espliciti o subliminali se non da veri e propri ricatti commerciali.

Questo non è lo spirito del Natale! 

Si fa presto a dirlo.

Di fatto l’origine della festa è una creatura che viene al mondo, come ci testimonia la meravigliosa Natività di Giotto affrescata alla Cappella degli Scrovegni di Padova.

Per mantenerci umani in questo meccanismo commerciale, affidiamoci ancora una volta alle arti per cambiare prospettiva con senso dell’umorismo e creatività.

Condivido con voi uno spunto progettuale a partire da un’opera dal titolo Cadeau (regalo in francese) dell’artista dadaista Man Ray. Si tratta di un ferro da stiro sulla cui piastra l’artista fissa 12 chiodi.

È ancora un ferro da stiro? A guardarlo non c’è dubbio che lo sia anche se è di fatto inutilizzabile poiché la sua funzione è sottratta. Togliere funzione a una cosa, in un contesto d’arte, sublima quella cosa.

Di seguito l’esperienza creativa che ho realizzato con una classe di un istituto universitario.

Gli studenti avrebbero dovuto creare un dono per un compagno di corso basandosi sulle domande di un’intervista. Domande originali, provocatorie, dadaiste! 

Non la classica frase “Che musica ti piace?”. 

Se conosco le preferenze musicali sono indotto a regalare un cd.

Quanto piuttosto “Con che piede scendi dal letto la mattina?”

Diventa più difficile immaginare un regalo sulla base di questa informazione.

A partire da qui gli studenti avrebbero attinto a soli materiali di scarto raccolti in modo casuale e che a prima vista non c’entravano niente di niente.

Cito due risultati con una breve spiegazione estrapolata dal loro dossier d’esame:

Giuseppe regala a Gianluca uno speciale “Guardaroba”, un kit di palline di polistirolo in forma di smile.

“Decidere cosa mettersi la mattina può essere stressante. Ma è una scelta da fare ogni singolo giorno. Anche la felicità è una scelta. Dopo aver selezionato i tuoi abiti dall’armadio, apri anche questo guardaroba, cogli un pizzico di felicità e indossalo. Avrai sempre con te il tuo vestito più comodo, il tuo vestito più sicuro, il tuo vestito migliore. Ogni giorno della tua vita.”

Denise regala ad Angela un giardino zen in miniatura, fatto di sale grosso e oggetti vari che intitola Gömböc, come il solido convesso di densità uniforme, metafora dell’equilibrio.

“Appena hai dei momenti NO o hai perso il tuo equilibrio, apri immediatamente la scatola. Qui troverai tutti gli oggetti necessari per dire addio a espressioni corrugate e sospiri affannosi”.

La classe è portata ad agire sul piano della metafora, è indotta ad astrarre, è poi invitata a dare forma. Questi passaggi avvengono, seppur guidati a seconda dei gradi di istruzione, per lo più spontaneamente.

Veniamo al mondo creativi!

Ma siamo pieni di roba che ci soffoca e si sostituisce a noi.

La creatività ha bisogno del meno, del poco, del vuoto, del niente. Ha bisogno del limite.

 

Un commento su tutti di uno studente: 

“Come ogni giorno da tre anni a questa parte, stamattina sono uscito di casa per venire a lezione. Avevo nello zaino il regalo dadaista che avevo preparato per la mia compagna.  Avevo timore che non le piacesse e allo stesso tempo ero sicuro che avrebbe capito. Ero emozionato perché sapevo che avrei ricevuto anch’io un regalo e che sarebbe stato strano. Ero curioso di tutto. Anche di vedere cosa avrebbero regalato gli altri. Non sono mai stato così impaziente di andare a lezione”.

Questo sentimento è il regalo.

Nella corsa che ci aspetta, tra acrobazie al risparmio, riciclo di vecchi doni o grossi acquisti, pensate che forse tra le vostre amicizie c’è qualcuno con cui potete prendervi il lusso di un’intervista bizzarra per un dono impossibile. 

Sapendo che vi state regalando del tempo.

E che quel tempo resterà.

Buon Natale!

 

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