Quando i grandi del passato vivono a scuola nel presente

Quando i grandi del passato vivono a scuola nel presente

16/09/2021

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ARTICOLO SCRITTO DA: SILVIA FERRARI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

QUANDO I GRANDI DEL PASSATO VIVONO A SCUOLA NEL PRESENTE

La scuola primaria è sempre più ricca di esperienze innovative e creative che permettono ad alunni e alunne di esplorare, vivere esperienze uniche ed emozionanti. Queste diventano tasselli importanti per lo sviluppo della personalità, l’autonomia e il raggiungimento delle competenze. Vengono progettate attività che consentono di abbracciare diverse tematiche trasversali, legate ai saperi disciplinari e con un forte richiamo artistico e culturale.  Basti pensare ai suggerimenti ministeriali per affrontare argomenti di grande importanza e leggerli con gli occhi dei bambini, per esempio la Divina Commedia di Dante Alighieri in occasione dell’anno delle celebrazioni dantesche. Molte scuole primarie hanno proposto ai bambini, in modo creativo, semplice e coinvolgente la lettura di alcuni canti, hanno realizzato disegni, mostre, video e altro ancora.  Per i ragazzi più grandi è abbastanza scontato, ma per i bambini e le bambine è necessario trovare le modalità adatte e alla loro portata, rendere semplici contenuti di valore culturale inestimabile senza cadere nella banalità.

Un’esperienza di unità di apprendimento che giunge da un grande personaggio del passato, è quella pensata da alcune docenti che hanno deciso di coinvolgere alunni e alunne di tutte le classi della loro scuola primaria in un percorso di conoscenza dell’Impressionismo, partendo dalla vita di Claude Monet (1840-1926) e le sue ninfee. La proposta è nata all’interno di un mio percorso di formazione, in una lezione dedicata alla stesura di un’unità di apprendimento (UDA) che fosse inclusiva e verticale.  Obiettivi, conoscenze e competenze, si sono intrecciati in un compito di realtà che ha entusiasmato da subito tutti. È nata l’idea di pensare alla stagione primaverile toccando un tema che ha lasciato un segno nella storia dell’arte, l’Impressionismo appunto. L’idea di far emergere le prime impressioni, le emozioni, ciò che suscita un paesaggio, è alla base della didattica. Nella quotidianità delle classi infatti, il valore dei sentimenti e delle proprie emozioni da esprimere come ricchezza sociale, è al primo posto, prima di ogni conoscenza. Gli obiettivi si raggiungono se c’è anche un trasporto emotivo come sfondo all’esperienza dell’apprendimento. Anche le indicazioni dell’articolo 62 della Legge 107, sono infatti rivolte alla personalizzazione e valorizzazione dei percorsi per gli alunni.

Attraverso Monet e le sue ninfee, le docenti hanno progettato un percorso interdisciplinare abbracciando i saperi di musica, arte e immagine, italiano, educazione civica, storia, geografia, scienze, matematica e tecnologia.

Inizialmente sono state spiegate la vita del pittore, le sue opere e, attraverso alcuni video, la conoscenza del termine Impressionismo.

Gli alunni più grandi hanno preso appunti, elaborato un testo scritto, letto ed interpretato la poesia “Ninfee” di Antonia Pozzi (Agosto 1933). Insieme ai più piccoli poi, hanno ascoltato musiche del periodo impressionista, osservato alcuni dei 250 quadri di ninfee dipinti da Monet e tutti hanno cercato di riprodurne uno. Per la festa della mamma inoltre, gli alunni hanno preparato un dipinto che si trasformerà in una tovaglietta.

Come elaborato finale è stato realizzato un giardino fiorito, come lo stagno di ninfee che Monet aveva nel suo giardino e aveva dipinto per la prima volta osservando la prospettiva generale, includendo un ponticello di legno in stile giapponese e la vegetazione attorno. Un tripudio di fiori e colori per rendere la primavera creativa, esplosiva grazie a questo richiamo storico che dal passato offre ancora spunti per regalare alla didattica spazi e tempi magici adatti ai bambini.

Una stupenda immagine di scuola attiva, che non si ferma di fronte alle difficoltà della didattica a distanza, ma trova sempre il modo di rendere protagonisti gli alunni e le alunne nel loro percorso di apprendimento che diventa energia pura, apre la mente e il cuore, rinvigorisce l’anima.

Mi piace definire questa unità di apprendimento una luminosa via, che rischiara anche i momenti più difficili e rende brillante ogni alunno/a grazie ad attività inclusive, coinvolgenti e generative. Questa è la scuola che vorrei per tutti: alunni, alunne e insegnanti.

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