Oltremare

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

OLTREMARE

Trilogia sull’Arte Postale (2 di 3)

 

 

Come abbiamo visto nell’articolo Arte Postale – l’esercizio dell’attesa https://www.scuolaoltre.it/arte-postale, l’Arte Postale è un’esperienza creativa che favorisce l’elaborazione di manufatti e testi.

In special modo educa all’attesa, rallentando il ritmo con cui abbiamo l’abitudine di comunicare con i mezzi digitali.

Cioè inviando e ricevendo messaggi in tempo reale.

L’Arte Postale si armonizza agilmente con le diverse discipline scolastiche, è trasversale, è soprattutto idonea, con le dovute differenze, per ogni grado di istruzione.

Vi porto degli esempi di atelier di Arte Postale in cui voglio mettere in luce come l’intuizione di una studentessa di un’accademia, possa tornare utile in una formazione per insegnanti della primaria, dimostrando ancora una volta la verità del motto: insegnare insegna!

Negli anni in cui insegnavo alla sezione Illustrazione della Scuola Internazionale di Comics https://www.scuolacomics.com/sede/padova/ ho proposto un progetto di Arte Postale che aveva come tema la roba.

Si è riflettuto sulla quantità e qualità delle cose di cui ci circondiamo, sui bisogni che desideriamo soddisfare e sul come ci disfiamo di quanto possediamo.

Da qui gli studenti, generalmente sopra i vent’anni, avrebbero realizzato un elaborato.

Nell’immagine seguente vi propongo il progetto postale realizzato da una studentessa.

Sintetizzo la sua spiegazione:

“Ho aperto l’armadio e mi sono detta: non ho niente da mettermi. Ho guardato meglio. Ho guardato tutta la roba del mio guardaroba. Non mi metto quasi niente di quello che ho.

Non è che tutta questa roba mi ostruisce la vista, o meglio, la visione del mondo?”.

Disegna quindi un armadio con un’anta tagliata attraverso la quale si può vedere oltre la cartolina.

Non va intesa solo come un fronte-retro va compreso anche l’atto del girarla quale elemento cruciale dell’elaborato.

Poiché proprio lì suggerisce un cambio di visione. Una svolta.

Questo elaborato mi ha fatto riflettere sia per la capacità di sintesi di cui è portatore sia per l’ironia con cui è concepito ma soprattutto perché, nell’affrontare il tema della roba, l’autrice toglie.

Ho portato questo insegnamento con me nell’isola di Stromboli.

Osservavo Strombolicchio, il neck che si staglia preistorico davanti all’isola.

Nelle giornate estive, quando gli azzurri e i blu sono campiture limpide, sembra una porta che dà accesso a un’altra dimensione.

Tradotto in una cartolina, ecco ritagliata la silhouette del blocco roccioso oltre il quale il destinatario è invitato a guardare.

Con una differenza importante: qui per apprezzare pienamente l’opera è utile poter condividere anche una foto come quella di seguito esposta.

Si ottiene così un’esperienza postale ibrida: l’invio di una cartolina su carta forata e solo in seguito l’invio di una foto digitale del contesto.

Atelier consigliato per la secondaria di primo e secondo grado.

La possibilità di forare la carta mi ha infine suggerito di utilizzare lo stesso escamotage per un corso di formazione rivolto agli/alle insegnanti della scuola primaria, sui 17 obiettivi dello Sviluppo Sostenibile enunciati nell’Agenda 2030.

Vi riporto l’esempio di come introdurre una riflessione sull’obiettivo N2: Sconfiggere la fame,

utilizzando il documento che trovate sul sito delle Nazioni Unite. (pag. 12 del pdf)

https://unric.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/SDG-presentazione.pdf

L’elaborato postale consiste in un biglietto piegato in due.

Letto bene il testo dell’obiettivo se ne spiegano alcune parole, quelle possibili in base al gruppo classe, all’età, alle specifiche circostanze.

Si ritagliano tutte.

Sulla parte sinistra del biglietto si ritaglia un foro rotondo, rappresenta una bocca spalancata e/o uno stomaco vuoto.

Lì si attacca solo la parola fame.

A destra si posiziona il piatto fumante, pieno di cibo, pieno di parole.

Richiuso il biglietto, la scodella fumante casca dentro al foro, aperto il biglietto, svela l’altra faccia della medaglia.

Ciò si comprende quando, metaforicamente, si apre lo sguardo al di là della propria esclusiva condizione.

Se il biglietto fosse il mondo, in quale parte abitiamo, mangiamo, andiamo a scuola?

Va da sé che alle diverse età corrisponderà una maggiore o minore comprensione

della complessità di questi concetti.

Tutti saranno invece in grado di cogliere il significato della bocca spalancata e dello stomaco vuoto. Perché a una certa ora tutti vogliono la merenda, che ahimè, non è pre-vista per tutti i bambini del mondo.

Ancora una volta l’aver tolto si è dimostrato un atto di apertura.

Che ci incoraggia a compiere lo sforzo di guardare oltre il proprio guardaroba, oltre il proprio orizzonte, oltre il proprio piatto.

Instaurando un dialogo schietto con la propria città e con tutte le altre destinazioni.

 

Per approfondire le attività di Arte Postale contatta Scuola Oltre.

[email protected] e [email protected]

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