Arte Postale – Ode all’amicizia

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

ARTE POSTALE – ODE ALL’AMICIZIA

La serie di Bredene
Trilogia sull’Arte Postale (3 di 3)

 

1 di 3 – Arte Postale – L’esercizio dell’attesa
2 di 3 – Arte Postale – Oltremare

 

 

Bredene è una località belga che si affacciata sul Mare del Nord, l’ho visitata d’inverno.

Non che mi aspettassi di vedere gli iceberg, ma quasi. Si chiama pur sempre mare “Del-Nord”…

Trovo invece spiagge amene e dune sabbiose che mi ricordano i lidi adriatici a me familiari.

Il pregiudizio di partenza mi ha ispirato un atelier di arte postale che trova manforte nelle parole di Voltaire: ”È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.”

 

 

Un atelier d’arte, quale che sia la tecnica, dal collage, all’acquarello o concettuale è la messa in opera di un pensiero. Non esiste cioè di per sé stesso.

Ce lo insegna magistralmente Emilio Isgrò, l’artista della cancellatura il quale in primis esplora i testi in profondità, poi ne elimina intenzionalmente alcune parti allo scopo di metterne in evidenza altre.

L’atto del cancellare non è una mera attività ludico-espressiva è affermazione di significati. È scuola.

 

 

Partendo da questo assunto – un atelier è un atto significante – intendo qui proporvi un’esperienza di arte postale per la quale possiamo esprimere la vicinanza nei riguardi di un’altra persona.

Da portare ai nostri alunni della secondaria di primo e secondo grado o semplicemente da provare in prima persona.

Potremmo chiamarlo progetto interdisciplinare sulle emozioni, la geografia, la lingua straniera, la lingua madre, l’arte immagine, l’educazione alla cittadinanza, le competenze chiave e molto altro.

Chiamiamolo soltanto ode all’amicizia.

Camminando sulla spiaggia di Bredene, pensavo alle persone che mi stanno a cuore, ognuna nel suo modo peculiare. A ognuna di esse associavo un dettaglio dell’ambiente circostante: una conchiglia, l’increspatura di un’onda, un’impronta sulla sabbia e portavo alla mente parole, situazioni, eventi condivisi.

C’è chi mi sorprende sempre, come una perla dentro una conchiglia, chi è un riferimento sicuro come un’àncora nelle burrasche, chi cammina al mio fianco con il buono o con il cattivo tempo e via così… Si creano associazioni mentali-emozionali che favoriscono l’elaborato di un pensiero e poi di uno scritto.

È affascinante sperimentare come la presenza della natura, il mare in questo caso con i suoi spazi aperti, ci porti ad allargare il pensiero.

A creare dal vuoto, anziché dal pieno. Come mi ha suggerito l’esperienza di Venerdì nella foresta.

Rientrata a casa, ho guardato le foto che avevo scattato e ho riprodotto a matita alcuni scorci dalla mia passeggiata.

Ho scritto un biglietto a ogni amico ispirandomi alle associazioni naturali, quindi non frasi di circostanza piuttosto poche righe su misura.

 

 

Mi è poi venuta fame e sono andata al supermercato.

Nel reparto casalinghi c’era un bancale con cataste di rotoli di carta assorbente suddivisi da grandi fogli di cartone. Ma che bei fogli!

Ho chiesto al commesso se potevo acquistarne uno.

Mi ha risposto che non era in vendita – doveva regalarmelo – ma per sua curiosità voleva sapere a cosa mi servisse.

Ho risposto che dovevo costruirci delle buste.

 

 

Ho così concluso il mio elaborato postale: disegno, biglietto, busta, indirizzo, firma con logo rosso.

Sulla busta ho scritto a china una frase alla maniera di Isgrò.

 

 

Per il fatto che si tratta di un gruppo di missive spedite dallo stesso luogo possiamo denominarla serie.

Questa si chiama La serie di Bredene.

Poi sono andata in posta. L’impiegato girava e rigirava le buste. Controllava, ricontrollava… pareva quasi le volesse tenere. Nel mentre abbiamo quasi fatto amicizia!

Ciò che è accaduto dopo è la somma delle discipline scolastiche, l’essenza stessa dell’arte postale: è il formarsi di quel ponte che, lanciato da una sponda, trova l’altra sponda.

Sono state cioè le risposte dei miei amici e delle mie amiche. Anche queste in forma diversa, un messaggio, una telefonata, una foto.

amicìzia s. f. [dal lat. amicitia, der. di amicus «amico»]. – 1. a. Vivo e scambievole affetto fra due o più persone, ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima.

L’essere lontani da casa con il proprio bagaglio di convinzioni (gli iceberg in Belgio!), vederle infrangersi o modificarsi, aiuta a ricordare quanto le relazioni siano più che le cose o i luoghi, i punti cardinali fondanti la nostra stessa essenza di esseri umani.

Perché non coltivarle anche con l’ausilio delle arti?

Provate un’esperienza del genere quando fate una gita fuori porta, o una passeggiata sotto casa. Se non sapete disegnare, una foglia o un legnetto raccolto da terra che accompagna un biglietto scritto è largamente sufficiente a far sentire la propria vicinanza a qualcuno di caro che proprio non se lo aspetta.

Prendiamo esempio da questo mio alunno che ha raccolto una piumetta sul prato erboso mentre portava fuori il cane, ha poi scritto un biglietto, costruito una busta con il sacchetto del pane e l’ha consegnata al suo migliore amico che è anche suo cugino.

 

L’ha raccontato in un tema e ha citato il Piccolo Principe:

“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.

Da Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry

 

Per approfondire le attività di Arte Postale contatta Scuola Oltre.

[email protected] e [email protected]

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