MARIO LODI: il Maestro che raccontava con i suoni

MARIO LODI: il Maestro che raccontava con i suoni

10/02/2022
ARTICOLO SCRITTO DA: GABRIELLA PERUGINI, FORMATRICE SCUOLA OLTRE

MARIO LODI:

il Maestro che raccontava con i suoni

Carnevale in musica

 

A 100 anni esatti dalla nascita, la figura di Mario Lodi, maestro, pedagogista e poeta, conserva freschezza e contemporaneità.

Alzi la mano chi non si è imbattuto in un suo racconto o una filastrocca in un libro di testo o non ha letto Cipì, le Favole di pace o Bandiera! La sua scrittura è sempre piacevole, scorrevole e musicale. Sì, proprio fortemente musicale! In questo breve scritto scopriremo alcuni aspetti del mondo musicale di Mario Lodi perché le sue parole e sonorità hanno accompagnato i bambini e le bambine di ieri e di oggi.

Gran parte della produzione letteraria è intrisa di onomatopee e spunti ritmici, ma se prestiamo attenzione e ascoltiamo il suono delle parole ponendo in secondo piano il contenuto, sentiamo la voce di Mario e di tutti i bambini che hanno avuto la fortuna di essere suoi alunni. Come avrei voluto incontrare un Maestro come Mario Lodi, il Maestro gentile che dava spazio alla libertà creativa di ogni alunno attraverso una visione della didattica globale, aperta e inclusiva.

Nel lontano 1970 Einaudi pubblica un libro di Mario Lodi, Il paese sbagliato: Diario di un’esperienza didattica. Un appassionato diario che racconta la sua esperienza educativa nella scuola elementare di Vho, frazione di Piádena in provincia di Cremona.

Ma quello che commuove e motiva la mia scelta di occuparmi anche di formazione docenti, è la dedica a Katia, una giovane che si è iscritta all’Istituto Magistrale (N.d.A In Italia siamo specializzati nel cambio delle etichette: Istituto Magistrale poi Liceo Socio Psico Pedagogico, poi Liceo delle Scienze umane…)

“Cara Katia,

questa estate, il giorno che in pineta, alla fine di una gita che era stata tutta una discussione, decidesti di iscriverti all’Istituto magistrale per diventare maestra, io ti feci la promessa di mandarti la documentazione del lavoro nella mia classe in modo che tu potessi affiancare allo studio teorico sui libri lo studio dei bambini come sono a scuola.”

 

Già, studiare i bambini come sono a scuola, quelli veri, in carne e ossa. Ogni formatore deve ispirarsi a queste parole e aiutare i docenti, attraverso la propria esperienza concreta a insegnare per e con i bambini e le bambine.

Mario Lodi nacque il 22 febbraio del 1922, approssimativamente nel periodo di Carnevale e, proprio per questo lo celebriamo con una proposta per i bambini dedicata a “I rumori del Carnevale”.

Sarà un simpatico modo per ricordarlo e per far conoscere il Maestro del Vho ai nostri alunni e alle nostre alunne. Buon divertimento e Viva il Carnevale!

Zumpete pa, zumpete pa
il Carnevale eccolo qua.
Trombette e cembali, tamburi e piatti
fanno un baccano che non si sa.
Chi suona bene, chi suona male,
chi canta forte, chi scende e chi sale,
chi lancia lazzi lassù lassù…
È il finimondo? È il temporale?
Sono i rumori del Carnevale.

La struttura musicale è regolare e il ritmo è quaternario composto: la frazione che lo esprime è 12/8.

L’atmosfera allegra tipica del Carnevale è sintetizzata nell’onomatopea ZUMPETE PA ZUMPETE PA. Analizziamo le parole e l’organizzazione del ritmo.

Quando recitiamo la filastrocca è spontaneo accompagnare ogni verso con quattro battiti come illustrato nei primi due versi. Il battito corrisponde, infatti, alla sillaba riportata in grassetto nello schema, l’accento tonico coincide con la prima sillaba di ogni casella, in musica detta misura o battuta. Tutti gli altri versi rispettano la stessa scansione, variando solo la disposizione all’interno di ogni misura, ma è sufficiente seguire l’andamento della filastrocca e noteremo che sarà naturale appoggiarsi e accentare maggiormente alcune sillabe.

Riportiamo il testo evidenziando le sillabe iniziali di ogni battito. Nel quarto e nell’ultimo verso notiamo due possibilità di esecuzione originate dallo spostamento del 3°accento di una sillaba. Possiamo scegliere la versione che sentiamo più spontanea.

Quanto finora espresso evidenzia il collegamento trasversale fra la lingua italiana e la musica, utile considerazione per i docenti che può essere condivisa con le classi del secondo ciclo.

Ma la musica è gioco, è pratica ed è creatività e invitiamo i bambini e le bambine di ogni età a giocare con l’onomatopea: ZUMPETE PA, ZUMPETE PA.

Utilizziamo strumenti musicali o, in mancanza di uno strumentario specifico, cambiamo destinazione ad alcuni oggetti di uso comune. Ricordiamo che tanti strumenti che usiamo in cucina possono avere una seconda vita, più artistica!

Occorrente:

  • Alcuni tamburelli o, in alternativa, i piatti di cartoncino per le feste di compleanno percossi con un cucchiaio da cucina;
  • Alcune coppie di legnetti o, in alternativa, i bastoncini del sushi o i cucchiai di legno;
  • Un certo numero di maracas o, in alternativa, bottigliette dell’acqua con all’interno dei semi;
  • 2 piatti sospesi o, in alternativa, 2 coperchi da cucina.

Suddividiamo la classe in gruppi assegnando uno strumento a ogni partecipante.

Recitiamo la filastrocca e chiediamo ai bambini di suonare a piacere seguendo il ritmo. Sicuramente saranno più concentrati sul suonare piuttosto che sulla recitazione e l’esecuzione sarà sbilanciata.

Proponiamo di soffermarci sull’onomatopea: suoniamo e cantiamo ZUMPETE PA, sottolineando il ritmo. Poi assegniamo l’esecuzione ai tamburelli. Con i più grandi, se hanno già ottenuto una buona indipendenza ritmica, proponiamo un piccolo esempio di poliritmia: i legnetti suonano tutte le sillabe mentre, in contemporanea, i tamburelli suonano soltanto le sillabe accentate che abbiamo evidenziato in precedenza e precisamente ZUM e PA.

Inoltre non perdiamo l’occasione di utilizzare ZUMPETE PA come un ritornello riproponendolo ogni due versi come vedremo nella tabella finale.

Le maracas potrebbero suonare su gran parte del testo, evitando però di eseguire ZUMPETE PA, così anche questo gruppo dovrà mantenere viva la concentrazione.

Il bambino o la bambina che suona i piatti deve prestare molta attenzione perché si deve inserire esattamente sulla parola PIATTI del 3° verso, mentre un alunno/a del gruppo dei tamburelli sarà l’esecutore di un battito sulla parola TAMBURI del 3° verso. Verrebbe spontaneo, conoscendo la classe, assegnare questo incarico a chi è più attento e concentrato, al contrario, diamo fiducia a chi si distrae facilmente e ha la tendenza a perdere la concentrazione, si sentirà investito di un incarico importante e si sforzerà di suonare nel momento giusto. Incoraggiamolo/a e amplifichiamo l’entusiasmo quando raggiungerà l’obiettivo!

Nella tabella vediamo l’esemplificazione dell’esperienza. Non dimentichiamo mai che ogni filastrocca è modellabile come la plastilina. Iniziamo per gradi, in relazione all’età e al gruppo.

Con i più piccoli interpretiamo le parole con la mimica del corpo imitando la trombetta, il tamburo, i piatti e alzando le braccia su LASSÙ. Oppure diamo libero sfogo ai suoni del corpo attraverso la tecnica della Body Percussion, molto utile quando non abbiamo a disposizione gli strumenti o quando vogliamo realizzare l’attività all’aperto.

RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA!

Hai provato a proporre ai bambini questa filastrocca di Mario Lodi con i miei consigli? Condividi la tua esperienza documentandola con una tua riflessione, foto, video… (Attenzione! Per la legge sulla privacy, come ben sai, le foto e i video non devono rappresentare i volti dei bambini, salvo diretto ed esplicito consenso scritto dei genitori). Raccontaci come l’hai modellata con la tua classe e come i bambini e le bambine hanno accolto e personalizzato la proposta: sarà sicuramente un contributo prezioso per altri docenti e un piacere per me sapere che la mia idea ha accompagnato te e la tua classe nei giorni del Carnevale ed è stata utile per ricordare il Maestro gentile. Invia la tua testimonianza a info@scuolaoltre.it o direttamente a info@gabriellaperugini.it.

 

Copyright foto di copertina: Attilio Rossetti

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