L’educazione emotiva a scuola: consigli pratici

L’educazione emotiva a scuola: consigli pratici

08/06/2023

ARTICOLO SCRITTO DA: FRANCESCO LAVANGA,  FORMATORE E AUTORE DI SCUOLA OLTRE

Non si può pretendere nessun apprendimento efficace se non si stimolano le emozioni e non si educano i sentimenti degli studenti e delle studentesse. 

L’educazione emotiva o alfabetizzazione emotiva è un’area di studio che nel panorama scolastico mondiale sta acquisendo sempre più attenzione. Le ricerche scientifiche più recenti, soprattutto nel campo delle neuroscienze, dimostrano che le emozioni sono indubbiamente uno dei motori principali dell’apprendimento. Vari studiosi hanno scritto in proposito e in particolare Immordino-Yang (2017), psicologa dello sviluppo e neuroscienziata della University of Southern California, ha specificato che le emozioni sono importanti nel rapporto cervello-apprendimento in quanto: guidano il processo di apprendimento cognitivo; modellano il comportamento futuro attraverso l’apprendimento emotivo; risultano più efficaci nel facilitare lo sviluppo della conoscenza quando sono rilevanti per il compito da svolgere. 

 Al fine di progettare azioni didattiche concrete sono indispensabili i documenti già a disposizione a livello nazionale e internazionale. Tra i più importanti è opportuno citare l’European Framework for Personal, Social and Learning to Learn Key Competence noto come LifeComp che si focalizza su 9 competenze chiave: auto-regolazione, flessibilità, benessere, empatia, comunicazione, collaborazione, mentalità di crescita, pensiero critico e gestione dell’apprendimento. In questo senso, a livello nazionale, il documento più importante sono le indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (primaria e secondaria di primo grado) che nascono nel 2012 e che sono state riviste nel 2018.


Tali documenti aiutano a focalizzare l’attenzione sugli aspetti socio-emotivi dell’apprendimento e invitano tutti i professionisti dell’educazione e della formazione a non mettere in secondo piano tali dimensioni, bensì di svilupparle parallelamente all’apprendimento della specifica disciplina. Infatti, separare l’attività cognitiva da quella emotiva non solo è un grave errore, ma diventa anche controproducente rispetto alla funzione primaria della scuola: formare l’essere umano (Galimberti, 2021). 

 L’educazione emotiva forse in futuro avrà un proprio riconoscimento curriculare separato vista l’importanza sempre più crescente, ma al di là della forma scolastica che assumerà in futuro è fondamentale già oggi integrarla con qualsiasi disciplina educativa. Non bisogna dimenticare che l’educazione emotiva aiuta gli studenti a sviluppare la consapevolezza delle proprie emozioni e la loro regolazione, due competenze fondamentali per risultare efficaci all’interno di un percorso di benessere personale che valga per tutta la vita. 

 Oltre ai metodi molto conosciuti, come il SEL (Social Emotional Learning), negli ultimi anni si sta diffondendo anche il lavoro di Sandro Formica, professore della Florida International University di Miami, il quale ha sviluppato la cosiddetta “Scienza del Sé”, un’innovativa metodologia di sviluppo personale e sociale. Tale scienza si basa su 9 pilastri fondamentali, uno dei quali sono proprio le emozioni. 

Alcune tra le pratiche educative più efficaci spesso si nascondono dietro esercizi apparentemente banali, ma che gestiti da un professionista dell’educazione e della formazione possono diventare strumenti potentissimi a favore dello sviluppo emotivo di studenti e studentesse. In concreto ecco alcuni spunti su che cosa è possibile fare per attivare strategie di educazione emotiva: 

 

  • attività di auto-riflessione: di attività di questo tipo, come ad esempio la ruota della vita, ce ne sono tantissimi e facilmente reperibili sul web in diverse versioni e formati. Inoltre, gli studenti possono essere stimolati a scrivere un diario o a condividere con il resto della classe i propri pensieri e sentimenti su un argomento specifico;

 

  • esercizi di mindfulness: questo tipo di esercizi non sono banali da guidare e di certo non ci si può improvvisare, ma per coloro che fossero interessati a ricevere una formazione specifica tali esercizi di respirazione e meditazione possono aiutare gli studenti a sviluppare la consapevolezza del momento presente e a ridurre lo stress; 
  • giochi di ruolo: in questo caso possono essere invitati a interpretare diverse situazioni emotive, oppure potrebbe essere selezionate delle situazioni di cronaca reale da un insegnante e gli studenti potrebbero poi scegliere i casi da interpretare. In questo modo è possibile sviluppare anche il dispositivo dell’empatia; 
  • attività artistiche: qui spazio all’immaginazione, di opportunità ce ne sono davvero tante. Gli studenti possono essere invitati a esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte, come la pittura, il disegno o la scrittura. Questo può aiutare gli studenti a esplorare le proprie emozioni in modo creativo e a sviluppare la capacità di esprimersi in modo non verbale;
  • discussione guidata: qui si fa riferimento a tutte le tecniche di apprendimento con le modalità del dibattito. Gli insegnanti possono guidare una discussione in classe su argomenti emotivamente carichi, come la perdita di una persona cara o il bullismo. Questo può aiutare gli studenti a sviluppare la capacità di ascoltare gli altri e di esprimere le proprie opinioni in modo rispettoso;
  • attività di gruppo: gli studenti possono essere invitati a lavorare in piccoli gruppi per esplorare le proprie emozioni e a condividere le loro esperienze con gli altri. Questo può aiutare gli studenti a sviluppare la capacità di collaborare con gli altri e di comprendere le emozioni degli altri.

Indubbiamente questa è una lista incompleta e ci sono tante altre possibilità, metodi e strategie didattiche, ma l’elemento centrale rimane sempre il/la docente. L’accompagnamento di questi processi da parte dell’insegnante richiede un diverso set di competenze trasversali che riguardano per esempio la gestione dei conflitti, la moderazione o l’amministrazione del gruppo classe. Questo è un ruolo difficilissimo, ma diventa sempre più importante per riuscire a gestire l’innovazione nel campo delle professioni educative e formative proponendo soluzioni di apprendimento creative, interattive ed efficaci. 

BIBLIOGRAFIA

  • Immordino-Yang M.H., Neuroscienze affettive ed educazione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2017.
  • Goleman D, Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può rendere felici, Rizzoli, Milano, 1996.
  • Galimberti U., Il libro delle emozioni, Feltrinelli, Milano, 2021.
  • Formica S., Personal empowerment. Empower the leader within you, Kendall Hunt Pub Co., Dubuque (Iowa – USA), 2018.

Ti piacerebbe approfondire l’argomento?

Clicca il pulsante e scopri il workshop di Francesco Lavanga.

Related Posts

GRAPHIC NOVEL A SCUOLA E SOTTO L’OMBRELLONE

GRAPHIC NOVEL A SCUOLA E SOTTO L’OMBRELLONE

Il focus del workshop saranno le graphic novels: ne vedremo la struttura, la funzionalità e il possibile utilizzo in classe all’interno delle attività di lettura e scrittura. Verranno analizzate alcune graphic e sperimentate, in modalità laboratoriale, pratiche didattiche da riproporre in classe sia in attività da svolgere in corso d’anno che come consegna per le vacanze estive.

leggi tutto
Mappe Mentali, cosa sono e perché usarle

Mappe Mentali, cosa sono e perché usarle

Lo studio e l’apprendimento prima o poi per tutti e a ogni età, possono rappresentare una soddisfazione o un grande frustrazione.
Trasformare le ore dedicate allo studio in ore di impegno con risultati efficaci e affrontare la fatica in modo creativo può essere possibile grazie all’utilizzo delle Mappe Mentali.

leggi tutto

0 Comments

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *