La vera storia della liberazione di un Panda

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

LA VERA STORIA DELLA LIBERAZIONE DI UN PANDA

Esempi di creatività

Ormai lo sappiamo, ognuno di noi è a suo modo creativo.

La creatività non è appannaggio delle arti, né della ricerca scientifica o tecnologica.

La creatività è di tutti, svilupparla o inibirla è invece un fatto personale.

Si parla frequentemente di sviluppo del pensiero laterale o divergente, di approccio creativo all’apprendimento, di comunicazione empatica o emozionale.

Pare chiaro inoltre che non vi sia un unico modo di apprendere poiché non vi è un unico tipo di intelligenza.

A questo proposito suggerisco la visione del leggendario TED talk del professore sir Ken Robinson dal titolo “La scuola uccide la creatività?”

A questo link è disponibile sia il video con sottotitoli in italiano sia la trascrizione.

https://www.ted.com/talks/sir_ken_robinson_do_schools_kill_creativity/transcript?language=it

Diciamo dunque che siamo ben informati al riguardo. Agire di conseguenza, tuttavia, non è sempre facile.

Saper creare le circostanze affinché si manifesti in modo spontaneo, non programmato, la nostra creatività e quella di quanti ci stanno accanto, è una sfida.

In classe come nella vita.

In questi lunghi mesi di pandemia stiamo toccando con mano quanto possa essere estenuante cambiare paradigmi, trasformare in corsa, trovare alternative.

Insomma tra dire e il fare…

Voglio qui condividere con voi un paio di vicende, fatti realmente accaduti, che mi sembrano genuine manifestazioni creative nel vivere quotidiano, a fronte di circostanze non programmate.

Qualche anno fa ho ereditato un Panda di cartapesta dipinto a mano, leggero da trasportare, che per fattezze sembra vero.

Non sapevo cosa farmene, a cosa poteva servirmi, mi sembrava semplicemente molto bello.

Per questo inutile motivo e senza alcun fine, lo portavo in giro con me in tram, al parco, al lavoro, era diventata un’abitudine.

Un giorno stavo passeggiando lungo un fiume insieme al Panda e facevo delle foto. Non c’era nessuno.

A un certo punto sento il fruscio di una bicicletta che sopraggiunge, rallenta e poi si ferma. Una signora appoggia il piede a terra e dice:

“Mi scusi, credo sia vietato importare in Italia animali in via di estinzione.”

La guardo senza capire.

Silenzio.

Poi collego che si sta riferendo al Panda.

“Signora, è un Panda di cartapesta…”

Ora è la signora a guardare me senza capire.

Silenzio.

La signora allunga il collo verso il Panda e scoppia in una risata.

È un crescendo inarrestabile, una risata di quelle dei tempi delle medie, di ritorno dalla gita, quando ti prende quel qualcosa.

Sentendola ridere in quel modo vien da ridere anche a me e così ridiamo entrambe fino alle lacrime. Le offro un fazzoletto di carta.

La signora si asciuga la faccia, si riprende, sussurra tra i singhiozzi “ohi ohi ohi… mi ci voleva proprio, sono vent’ anni che faccio questa strada tornando dal lavoro, non mi è mai successo, non mi è mai successo di sbagliarmi così…”

Capisco che il Panda ha un potenziale e decido di portarlo con me per un periodo di residenza all’estero.

Quando è il momento di rientrare in Italia, non sapendo a chi affidarlo, chiedo un’adozione temporanea a una coppia di amici Susie, Paolo e al loro figlio cinquenne Liam.

Susie accetta assicurandomi che il Panda non avrebbe subito danni, l’avrebbe messo dentro una scatola di cartone fino al mio ritorno.

Passano le settimane, Susie mi scrive che ogni tanto Liam chiede di poter far uscire il Panda dalla scatola per prendere un po’ d’aria.  Poi aggiunge che quando rientra a casa, il Panda si trova sopra un mobile o spostato a fianco del divano.

Paolo e Liam, rimasti a casa da soli, fanno gli gnorri.

Ricevo foto del Panda misteriosamente spostato qui e lì e della scatola vuota.

Non mi tiro certo indietro di fronte a questa commedia d’Oltralpe e rispondo manifestando una certa preoccupazione.

Decido infine che questa situazione va regolarizzata e colgo l’occasione di una visita in Italia dei miei amici.

A loro insaputa preparo un documento destinato a Liam in cui autorizzo la liberazione del Panda dalla scatola alle seguenti condizioni:

1) spolverare il Panda, regolarmente e gentilmente, con il cattura-polvere incluso;

2) aiutare il Panda – con garbo – a sentirsi a casa;

3) portare il Panda presso lo studio di yoga (dove Susie lavora) di tanto in tanto per un meritato riposo.

Qui il documento ufficiale, timbrato e firmato.

Come posso descrivervi il momento in cui ci siamo trovati tutti insieme all’apertura e lettura del documento?

Ve lo lascio immaginare… Surrealismo puro!

Nientemeno, durante il confinamento il Panda è diventato una star del web… Susie fa lezione di yoga da remoto in sua compagnia.

Proprio in questi giorni Susie scrive dalla sua pagina “Panda and Ganesha have become good friends…” Potete verificare!
https://www.facebook.com/YogarootsStudio

https://yogaroots.be/

Con attenzione e cura delle circostanze, la creatività si fa largo favorendo situazioni originali. Promuove gli incontri, consolida i rapporti, travalica i confini, qualifica la comunicazione.

E soprattutto non ha bisogno di niente.

In questi esempi l’elemento che innesca la creatività è svincolato da un obiettivo. Non è programmato, è avulso da qualsiasi aspettativa o previsione di risultato.

Si manifesta solo per il gusto di esistere.

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