Interdisciplinari si nasce

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

INTERDISCIPLINARI SI NASCE

Conversazione con l’artista Antonella Benanzato

 

L’indagine sulle diverse metodologie didattiche è in continua evoluzione, il dibattito resta aperto data la materia viva.

Sposando la scelta di Scuola Oltre di preferire al termine “metodologie didattiche” quello di “approccio” e di porre l’accento sulla flessibilità che viene richiesta al docente, vi invito a conoscere insieme a me un’autrice che può, con il suo eclettismo, essere di ispirazione.

A questo link trovate una guida sintetica dei 13 approcci didattici selezionati da Scuola Oltre: scuolaoltre.it/approcci-didattici.

 

Incontro Antonella Benanzato nel suo studio di Padova: un tavolo al centro, nessuna sedia, a terra due grandi tele in lavorazione, tutto intorno dipinti, bozzetti, rotoli, supporti in legno, scatole di colori, pennelli, un treppiede sorregge un faro.

Nell’aria c’è profumo di olio di lino.

Antonella sorridendo mi invita a entrare. Stando attenta a dove metto i piedi mi trovo un posto e chiedo:

Antonella buongiorno, sembrerebbe che tu dipinga, ma so che c’è di più, vuoi dirmi di cosa ti occupi?

– Nasco come musicista. Ho studiato pianoforte dall’età di 6 anni, anche se le prime nozioni me le ha impartite mia mamma a 4-5 anni. Suono pianoforte e chitarra, canto, compongo e arrangio musica, danzo. Qui invece siamo nel mio studio dove lavoro alla mia pittura.

Ho iniziato ad associare suono e colore da bambina, per me le note sono colorate come i suoni, ecco perché molte mie opere rappresentano le mie composizioni musicali.

Un quadro per me è la rappresentazione visiva di un pentagramma.

Falsa relazione tra le parti, tecnica mista su pannello, cm 130×87 – 2019

Com’è nata la tua vocazione artistica?

– Sono sempre stata affascinata dalla musica sin dalla più tenera età, ma al contempo la musica per me erano immagini, forme e colori per cui ho coltivato spontaneamente, da sola si può dire, sempre entrambi i lati artistici: quello musicale-compositivo, quello pittorico-coreutico.

 

Quanto è importante il linguaggio nella tua espressione pittorica e musicale?

– Ho coniato una formula per definire la mia ricerca: “Musicolorografia”, una scrittura che parte dal segno musicale e si estrinseca in una scala cromatica che è anche musicale ed è un tutt’uno nel movimento e nel gesto musicale e pittorico. Ogni tanto amo pensare che si tratti di un teorema o di una formula matematica o legata alla fisica da Newton in poi.

 

L’immaginario del profeta (Cromogonie 1) tecnica mista su tela, 150×150 – 2019

 

– Cercando di semplificare, prendiamo per esempio questo tuo quadro, come spiegheresti a un/a bambino/a che un suono diventa un segno?

– Partirei dalla scala diatonica (DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI) in cui ogni nota corrisponde a un colore, un suono, un’onda, una forma, un movimento.  E giocherei a fare delle associazioni.

Per esempio i segni arancioni che si vedono nel quadro rappresentano il terzo grado della scala musicale di DO maggiore, quindi il MI.

In pratica farei guardare questo quadro, ascoltando il suono del MI.

CLICCA QUI per ascoltare il suono.

 

Suono e colore sono energia vibrante, frequenze, onde.

Esiste un rapporto matematico preciso, anche se la mia scala musicale-cromatica nasce anche dall’impatto emotivo che l’onda sonora ha su tutti i miei sensi che diventano ricettivi alla luce e quindi allo spettro cromatico.

Per me è molto facile perché sono sempre stata sintestetica. So che molti bambini lo sono, io tenderei a valorizzare questo aspetto!

 

– Tutti questi tuoi linguaggi espressivi come si armonizzano nel rapporto con gli altri?

– La mia percezione è molto amplificata a causa delle diverse discipline artistiche che mi animano.

A volte è difficile spiegare le sensazioni che provo, sono molto articolate e qualche volta totalizzanti.

Quando ero giovane questa caratteristica mi ha spesso isolato.

Tuttavia, credo che la creatività sia una benedizione, una fortuna.

Sono perversa da una enorme curiosità, soprattutto per gli esseri umani, li vedo come colori che si muovono e onde che si propagano.

A volte mi piacerebbe che loro si vedessero come li vedo io.

 

Non è sempre vero che la propensione alle arti si manifesta in modo evidente fin dallinfanzia. Qualche volta ci vuole più tempo. Quale consiglio daresti agli/ alle insegnanti per far emergere nei più giovani i talenti nascosti?

– Direi di avere sempre un atteggiamento incoraggiante, di meravigliarsi e appassionarsi per ogni piccolo segnale giunga dai bambini e dalle bambine. Quando si manifesta stupore e gioia nei confronti di chiunque è come se si accendesse la loro mente, si apre la porta alla creatività e a ogni pensiero originale e spontaneo.

Il talento anche se esiste deve essere coltivato. È un seme che ha bisogno di essere annaffiato con amore e con lamore.

Antonella Benanzato nel suo studio

 

Come vediamo in Antonella, governare le proprie peculiarità non è sempre facile.

Ancora più arduo è scoprirle nel corso della vita e nell’età evolutiva in modo particolare.

Nelle nostre classi si celano talenti preziosi, originali e ancora fragili da non avere la forza di farsi strada da soli.

C’è bisogno dell’azione della comunità educante affinché il talento di ognuno diventi un valore non di per sé, o per il sé, ma soprattutto per la comunità dentro la quale si esprime.

In questo senso trovo vantaggioso per tutti e tutte le insegnanti entrare in contatto con la scena artistica locale. Invitare a scuola autori e autrici capaci con il racconto della loro esperienza di dare un esempio ai nostri alunni e alle nostre alunne di come i talenti e i saperi abbiano la qualità di potersi mischiare proprio come i colori sulla tavolozza.

Guardare, annusare, ascoltare, come sto facendo nello studio di Antonella è già un’esperienza conoscitiva trasversale.

Ringrazio quindi Antonella Benanzato per aver aperto le porte del suo atelier al pubblico di Scuola Oltre condividendo con noi la sua ricerca artistica e il suo approccio alla vita che sono davvero interdisciplinari!

 

Per maggiori informazioni sull’opera di Antonella Benanzato

INS @benanzatoart

FB benanzatoart

Bandcamp: https://soundcloud.com/Antonella-Benanzato

https://antonellabenanzato.bandcamp.com/

Immagine di copertina: “La parte silenziosa della pittura”, tecnica mista su tela (particolare), cm 200×140 – 2019

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