Il concetto di armonia. Come lo spiego?

Il concetto di armonia. Come lo spiego?

04/01/2022

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ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

IL CONCETTO DI ARMONIA

Come lo spiego?

 

Nel mondo greco l’esercizio fisico e la competizione leale sono parti essenziali, quasi proverbiali, di una completa formazione dell’individuo. La pittura vascolare ne dà ampia testimonianza.
Per esempio nelle anfore Panatenaiche, prodotte a partire dalla metà del VI secolo a.C e decorate con la tecnica a figure nere.
Contenevano olio d’oliva ed erano date in dono agli atleti vincitori delle gare indette in onore di Atena. Riportavano da un lato l’effige della dea e dall’altro lato la specialità in cui si era distinto l’atleta.

L’anfora panatenaica dell’immagine riporta invece la figura del Pedagogo e dell’Atleta.

Pittore di Achille

anfora panatenaica con discobolo e pedagogo

440-430 a. C. Napoli Museo Archeologico Nazionale

 Il ruolo del formatore era indispensabile a plasmare atleti belli, bravi e virtuosi. All’aspetto fisico dovevano corrispondere le virtù interiori, l’eroismo, il valore nelle gare o nelle imprese di guerra. In questa corrispondenza germoglia il concetto di armonia.

Vediamo come sviluppare un atelier per alunni/e preadolescenti che faciliti la comprensione di questo fine equilibrio di matrice classica.

  • Cominciamo facendo procurare a ogni alunno/a un piccolo vaso di terracotta (*).
  • Facendo poi riferimento alle discipline atletiche che si sperimentano nelle ore di educazione motoria o negli sport pomeridiani, facciamo scegliere a ognuno di loro una disciplina atletica di cui hanno un’esperienza diretta.
  • Invitiamoli a disegnare sul vaso un atleta nell’atto di compiere il suo specifico sforzo: lancio del peso, lancio del giavellotto, corsa a ostacoli, corsa veloce eccetera.
    Non è importante che il disegno sia verosimile, sono sufficienti dei segni o delle pennellate che esprimano l’idea dello sport

Da due diversi alunni, con pari sforzo e diversa attitudine, è qui rappresentata l’energia della corsa ad ostacoli.

  • Vicino all’atleta far disegnare il pedagogo ragionando sul significato di questa figura: per alcuni/e è l’allenatore del pomeriggio, per altri/e è un certo professore o una certa professoressa, per altri/e ancora uno zio, una nonna, un genitore o entrambi. Il pedagogo è per estensione una figura che ispira e guida ed è illuminante vedere in chi i nostri ragazzi e le nostre ragazze ripongono fiducia.
  • A questo punto il vaso è tutto esteriore, per esprimere il concetto di armonia deve riempirsi di valore. A ciascun alunno/a si chiede uno sforzo intellettuale che attiva sia le intelligenze logiche, sia le intelligenze pratiche: procurarsi un oggetto da poter alloggiare all’interno del vaso. Dev’essere qualcosa che sia in relazione a una qualità dell’atleta disegnato.
  • Qui si apre la metafora: l’oggetto scelto viene nascosto dentro al vaso e resta segreto. Una virtù infatti si cela nell’animo, non si proclama, fiorisce nella relazione con l’altro, è emanazione.
  • Quando ogni parte è completa, si programma una performance – nel significato tardo latino di per-forma, dare forma – che consiste in un invito rivolto a ognuno:

“Svelami l’armonia del tuo vaso”.

Alcuni esempi:

 

Il mio valore è la costanza, il mio sport il salto in lungo, il mio oggetto un metro.
Si può superare sé stessi in qualsiasi cosa, soprattutto nelle cose più difficili, solo mettendocela tutta. Salto dopo salto, millimetro dopo millimetro.
Secondo me un millimetro è molto importante.

 

Il mio valore è credere in sé stessi, il mio sport il salto con l’asta, il mio oggetto un filo d’erba.
Quando arriva il vento il filo d’erba si stacca da terra, né prima né dopo il momento giusto.
Per sapere di essere pronti si deve almeno credere in sé stessi.

 

Il mio valore è la pazienza, il mio sport la corsa veloce, il mio oggetto un orologio.
La velocità e la fretta sono due cose diverse. La velocità si prepara un po’ alla volta.
Così poi, quando serve, si è veloci veramente. Non per finta.

 

Il mio valore è la speranza, il mio sport il salto in lungo, il mio oggetto la sabbia.
Io spero sempre di farcela, di fare un buon lavoro, di volare alto, di atterrare sul giusto.
La speranza mi dà lo slancio!

I primi anni in cui le mie classi svelavano il loro vaso, tenuto segreto per giorni, argomentando la sintesi fatta tra l’azione sportiva e la motivazione interiore, ammutolivo per la fascinazione.
Davano prova dell’antica evidenza per cui l’educatore, l’educatrice edùcono dall’allievo/a ciò che già c’è in lui, in lei.

Alla domanda «Come spiego il concetto di armonia?».
La risposta è semplice «Te lo spiegano loro».

Anche per questa evidenza, mai abbastanza evidente, siamo debitori alla civiltà classica.

maièutica s. f. ([dal gr. μαιευτική (τέχνη), propr. «(arte) ostetrica», «ostetricia», der. di μαῖα «mamma, levatrice»]. – Termine con cui viene generalm. designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma.

 

N:B:

(*) i vasi delle foto sono in plastica, una donazione fatta alla scuola.

Per realizzare una versione su misura dell’atelier Vasi Comunicanti – il concetto di armonia nella tua scuola contatta [email protected] [email protected]
indicato per la secondaria di primo grado.

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