Emilio Isgrò, l’artista della cancellatura

Emilio Isgrò, l’artista della cancellatura

22/03/2021

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Immagine di copertina: Emilio Isgrò, speciale edizione di grande formato della Grande Enciclopedia, 120x160cm, 2019, tiratura limitata 50 esemplari e 10 prove d’artista, Courtesy Istituto Treccani.

ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA PIRATTI FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

EMILIO ISGRÒ, L’ARTISTA DELLA CANCELLATURA

“Si cancella per svelare, non per distruggere”

 

Parlare di Emilio Isgrò, conosciuto soprattutto come poeta e artista concettuale, significa incrociare le strade di svariate illustri personalità del panorama culturale italiano e internazionale dagli anni 60 ai giorni nostri.

La sua opera permette quel fine lavoro di introduzione alla trasversalità del sapere che è tra i principali obiettivi di apprendimento nella scuola di ogni ordine e grado.

Siciliano, nasce nel 1937 a Barcellona Pozzo di Gotto, si trasferisce in seguito a Milano dove fa conoscenza con Elio Vittorini e Salvatore Quasimodo, frequenta Giovanni Comisso, Aldo Palazzeschi, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Eugenio Montale. E ancora negli anni incontra, in veste di giornalista, Ezra Pound, Luigi Nono, Peggy Guggenheim, il presidente John Fitzgerald Kennedy.

La sua poetica e la sua produzione artistica sono così estese che non bastano poche righe per sintetizzarne la cifra.

Il sito che ne raccoglie l’opera omnia tuttavia è ricco di informazioni e contenuti, in particolare la bibliografia dei cataloghi, dei romanzi, dei saggi, delle poesie, dei testi teatrali.

www.emilioisgro.info

La sua prima cancellatura, processo per il quale è divenuto celebre, risale al 1964, quando lavorava a Venezia come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino.

Con quest’azione all’apparenza distruttiva intende mettere in discussione, per riaffermarla, la parola stessa e il pensiero che la sottende.

Dice l’artista:La cancellatura non è quell’atto distruttivo che si pensa. È un dire no per poter dire un sì alle cose che contano, è un elemento di riflessione.

 

Emilio Isgrò, Libro Cancellato, 1964, Museo del ‘900, Courtesy Archivio Emilio Isgrò

 

Nell’intento di sincerarvi sul fascino che può esercitare questo grande maestro sui nostri alunni – specie nella secondaria di primo e secondo grado – cito l’opera sua più rappresentativa e forse anche più suggestiva per i ragazzi: la cancellatura dell’Enciclopedia Treccani.

Cancellando l’enciclopedia, l’artista sembra voler mettere in discussione la valenza del sapere nozionistico quando esso viene ordinato senza relazione tra i contenuti. Esplicita cioè un dubbio, parola che ricorre spesso nelle sue interviste, sull’utilità della cultura quando non pone domande, non interroga le menti.

Il suo scopo è di tenere vive le intelligenze e il dibattito culturale.

L’Enciclopedia Treccani si presenta così, dopo le sue cancellature, in una veste nuova, che interroga e stimola lo spettatore-lettore.

 

Emilio Isgrò, Enciclopedia Treccani, vol. XVII, Grecia, 1970, Courtesy Archivio Emilio Isgrò

 

Le evidenze grafiche nell’opera di Isgrò: parole, parti di immagini, talvolta anche soli tratti di punteggiatura, restituiscono eleganti poesie visive.

Le parole che decide di risparmiare sono sempre portatrici di senso: nell’opera “I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati” del 2016, nel passaggio in cui Manzoni narra la tormentata notte dell’Innominato, sono esenti le parole Dio e Io. O ancora nelle pagine dedicate alla Monaca di Monza, le cancellature svelano l’ambivalenza di Gertrude.

 

 

Emilio Isgrò, I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati, 2016, Courtesy Archivio Emilio Isgrò

 

Ecco allora che se vogliamo avvicinare i nostri alunni alla poesia visiva o alla cancellatura, il perimetro non è quello dell’atto dell’eliminazione o, per contrasto, l’emersione di forme nuove.

Quello è il compimento di un processo di conoscenza avvenuto prima che si trasforma e si evolve nella cancellatura.

Va da sé che nel proporre attività di cancellatura, poesia visiva et similia non si può prescindere dalla poetica di Emilio Isgrò: un autore da portare in classe.

È certo gradevole giocare tutti insieme a cancellare pagine di giornali, riviste o vecchi libri…vedere cosa succede, esprimere le proprie emozioni, liberare le parole nascoste.

Altra cosa, ben più fondata, è cancellare la pagina di un romanzo, i nomi di una carta geografica, una poesia, conoscendoli prima e con la piena consapevolezza di ciò che si toglie e di ciò che si lascia.

Lo stesso Isgrò dichiara “(…) cancellando ti impregni di tutte le immagini che ci stanno sotto.”

 

Emilio Isgrò, I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati, 35 volumi, esposizione presso la casa del Manzoni, Milano, 2016, Courtesy Archivio Emilio Isgrò

 

Il processo della cancellatura è dunque lento, una sorta di cerimonia del tè, che la disciplina artistica, attraverso la ricerca di Emilio Isgrò, ci offre per mantenere sempre vivo in noi il desiderio di conoscere.

Ogni disciplina è chiamata a prendervi parte, nella cancellatura non c’è separazione del sapere. C’è Sapienza.

Di seguito un breve intervento dell’artista che in poche battute racconta il suo punto di vista, un documento per prendere confidenza con l’autore ed ispirare una riflessione utile a muovere le giovani menti dei nostri ragazzi. E prima ancora le nostre! https://www.youtube.com/watch?v=XQSbcBoXegU&t=9s

 

Per approfondire le attività di apprendimento trasversale in omaggio all’opera di Emilio Isgrò contatta Scuolaoltre.

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