Educazione sessuale e all’affettività

ARTICOLO SCRITTO DA: MARTA BRUSCO E ROBERTA FINAZZI, FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

 

EDUCAZIONE SESSUALE E ALL’AFFETTIVITÀ

Parlando di amore e sessualità, dobbiamo costruire con loro (bambini/e e ragazzi/e) una relazione e un dialogo che non siano fondati solo sul tenersi alla larga dai “pasticci”, ma che li sostengano nel percorso in cui dovranno scegliere e fare proprie scoperte, tappa dopo tappa. Insomma, occorre inventarci una nuova pedagogia: quella del primo bacio”.

Con questa breve citazione, estratta dal libro “Il primo bacio” di Pellai, vorremmo aprire un confronto sull’importanza di progetti dedicati all’educazione sessuale e all’affettività nelle scuole del nostro paese. Sappiamo essere un tema dibattuto e in alcuni casi ancora tabù, ma ci preme sottolineare quanto, i contesti scolastici ed educativi, come scuole, centri di aggregazione ed associazioni, possano essere una risorsa preziosa per i nostri bambini e bambine, preadolescenti ed adolescenti nell’accompagnamento ai cambiamenti nelle varie fasi di crescita.

Questi percorsi sono essenziali nella scuola secondaria, ma andrebbero iniziati già a partire dalla scuola primaria, se non addirittura in precedenza. Nonostante questo, nel nostro Paese, a differenza di altri, come le vicine Francia ed Olanda, non esistono delle linee guida chiare su progetti di educazione sessuale nelle scuole. È lasciata libertà a ogni istituto di organizzare interventi con professionisti esperti, come psicologi o medici con un’adeguata specializzazione.

Un altro aspetto che ci preme sottolineare, prima di addentrarci nella tematica, sono i falsi miti, più volte smentiti, ma che continuano a caratterizzare false ideologie sociali: educazione sessuale e sentimentale non vuol dire insegnare ad avere rapporti sessuali e neanche, precocizzare le tappe dello sviluppo fisico o sessuale dei nostri ragazzi e ragazze. Infatti, tra gli obiettivi principali dei progetti educativi rispetto a queste tematiche troviamo la promozione, la tutela, la prevenzione del benessere sessuale e non il condizionamento o la suggestione. Ci preme anche sottolineare che il contenuto proposto varia in base all’età dei bambini/e e dei ragazzi/e e che, solitamente, agli incontri con i minori si affiancano tavole rotonde con gli/le insegnanti e i genitori, nei quali si illustrano i temi che verranno affrontati, le modalità e si apre un’occasione di dialogo tra professionisti e genitori in cui si possono portare all’osservazione le criticità o le risorse presenti negli alunni e nelle alunne presi in considerazioni.

Per conoscere meglio il contesto di intervento e creare un clima di dialogo e ascolto, libero da giudizi, prima di iniziare un percorso di educazione sessuale e all’affettività sarebbe opportuno chiedere ai minori interessati cosa conoscono in merito all’argomento, cosa si aspettano dagli incontri, quale ambito piacerebbe loro approfondire e quali domande vorrebbero rivolgere ai professionisti.

Con i più piccoli, 5-6 anni, si possono proporre incontri sulla conoscenza del proprio sé corporeo, sul rispetto di sé, della diversità e sul proprio ruolo sociale tramite attività di disegno o ludico-educative. Una semplice ma efficace proposta di attività potrebbe essere proprio “disegna te stesso” oppure “disegna come vedi te stesso e come vedi i tuoi compagni di classe” proponendo, oltre alla semplice carta-matita, stoffe, oggetti, materiali vari.

Mentre, con bambini più grandi, si può introdurre il tema dello sviluppo puberale, che come sappiamo nelle femmine preadolescenti inizia verso gli 10-13 anni mentre nei maschi dagli 12-15 anni. Questi sono anni caratterizzati da notevoli cambiamenti sia dal punto di vista fisico, come l’inizio delle mestruazioni e la comparsa del seno nelle femmine e il cambio di voce e la crescita della barba nei maschi, sia dal punto di vista relazionale, emozionale e sentimentale. È proprio questo il periodo in cui per esempio ci si inizia a domandare qual è la differenza tra l’essere amici o fidanzati e si scoprono tutte le emozioni correlate, come le cosiddette “farfalle nello stomaco”.

Una tipologia di attività che può essere sperimentata con tutti, e che mira ad attivare un pensiero critico negli studenti, è quella di, a partire da citazioni e aforismi in tema di corpo, rispetto e relazioni, chiedere di al loro quanto ritengono vera per sé l’affermazione e riflettere sul suo significato. Per esempio potreste chiedere ai vostri alunni/e se si sentono d’accordo con la frase “Chi sa scrutare solo l’effimera bellezza del corpo ignora l’eterna meraviglia dell’anima”, quale messaggio vuole trasmettere, se la scriverebbero in qualche altro modo, modificando qualche aspetto. Ovviamente insieme a un lavoro di riflessione, si apre tutto un lavoro di conoscenza di nuovi termini, significati. Altri temi che si possono affrontare a partire dalle scuole medie e superiori sono le malattie sessualmente trasmissibili, il sesso correlato alla rete internet (es. sexting e pornografia), la contraccezione, l’importanza di check up medici (es. visita ginecologica e andrologica), la prevenzione dell’abuso e violenza sessuale e, quindi, soprattutto l’importanza del rispetto e di una comunicazione aperta e sincera tra i partner di una coppia. È bene ricordare che la sessualità è un diritto assoluto e inviolabile di ognuno di noi e che proprio per questo dev’essere vissuto nel rispetto e nella cura di sé e dell’altro, che sono ingredienti fondamentali per viverla pienamente e con piacere.

Le finalità di un intervento a 360°, che permette di approfondire differenti aspetti individuali, di coppia e sociali, vogliono essere proprio la consapevolezza e la corretta percezione di sé, la libertà di scelta, l’autonomia emozionale, l’auto riconoscimento, il confronto, la condivisione tra pari, la conoscenza degli enti a cui rivolgersi in caso di richiesta di aiuto (es. consultori o numeri verdi) e la tutela del proprio benessere sessuale.

Infine, al fine di comunicare e trasmettere nozioni efficaci per la crescita dei nostri bambini e ragazzi è bene organizzare non solo lezioni frontali ma anche attività interattive, che gli permettono di mettersi in gioco, come brainstorming, visione di film, creazione di storie inventate e domande che stimolano il pensiero critico e le riflessioni. Un esempio di attività, efficace per abbattere la timidezza e l’imbarazzo, è la realizzazione della scatola delle domande e riflessioni che permette a ogni alunno di esprimere la propria opinione o chiedere chiarimenti in modo anonimo.

Serve creare occasioni in cui è possibile esprimere la propria opinione, condividerla con i compagni e rifletterci sopra; l’interattività e la richiesta di feedback sono strumenti essenziali per comprendere se il percorso è efficace e utile per il minore.

È importante, inoltre, anche rispondere alle domande dei nostri ragazzi con semplicità e chiarezza, senza astrazioni e termini complicati; evitiamo così che si costruiscano false credenze che non gli permettano di vivere con serenità e causano ripercussioni sul loro benessere. Per evitare che siti internet, pornografia e modelli errati, vengano usati come manuali, è bene che gli adulti si aprano anche a questi temi, che per qualcuno possono risultare imbarazzanti; magari partendo proprio da qui, dall’imbarazzo e dal pudore.

Mettiamoci in gioco, siamo fruitori di verità e conoscenze e non detentori di silenziosi tabù.

Bibliografia

  • Pellai (2021). Tutto troppo presto. DeAgostini.
  • Pellai (2012). Il primo bacio. Kowalsky Editore.
  • Bernorio, G. Mori, F. Casnici, G. Polloni (2020). L’approccio diagnostico in sessuologia (pp. 53-64). FrancoAngeli.

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    1 Comments

    1 commento

    1. laura

      Molto interessante!

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