Compiti sì o compiti no durante le vacanze estive?

Compiti sì o compiti no durante le vacanze estive?

13/07/2021

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ARTICOLO SCRITTO DA: ANNA ABBATE, FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

Spunti, riflessioni e suggerimenti per attività “autentiche”

Il tema dei compiti per casa è sempre stato argomento assai dibattuto, sia riguardo quelli quotidiani assegnati nel corso dell’anno scolastico, ancor di più per quelli inerenti le lunghe vacanze estive.

Raffaele Ciambrone, Direttore tecnico della Direzione generale per lo studente del MIUR, con l’aiuto del Centro studi ricerche e disabilità dell’Università Cattolica, ha promosso e segue il “MODI”, acronimo di “Migliorare l’Organizzazione Didattica“.

Questo programma proposto dal Ministero dell’Istruzione, adottato ormai da quasi 400 classi in Italia, si pone l’obiettivo di strutturare la didattica nel rispetto dei tempi di apprendimento, garantendo personalizzazione e inclusione.

Il principio cardine è di “rompere” lo schema tradizionale della didattica, introducendo il concetto di cicli didattici. Anziché suddividere la mattinata con discipline diverse, ci si concentra ogni settimana su di una materia dando modo agli alunni d’immergersi totalmente nell’argomento e dall’altra mettendo i docenti nelle condizioni di poter lavorare insieme proponendo non solo attività teoriche, ma anche pratiche di vario genere.

Questo progetto pur non dicendo testualmente di eliminare i compiti a casa, ha riscontrato ottimi risultati nell’apprendimento degli alunni, rendendoli di fatto superflui. Ho citato questo esempio di progetto pilota, solo per far comprendere che nella didattica e nella formazione le strade da poter intraprendere sono innumerevoli e diversificate.

La stessa Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dallo Stato italiano il 27 maggio 1991, con legge n.176 riconosce ai bambini e ai ragazzi il “diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”. Dopo questa premessa, che può fungere da spunto per stimolare personali riflessioni, vorrei concentrare la mia attenzione sull’argomento compiti delle vacanze estive.

Detrattori e simpatizzanti dei compiti hanno le loro motivazioni, tutte rispettabili. Senza voler entrare nel merito delle argomentazioni a supporto di una tesi piuttosto che di un’altra, partirei da una prima banale considerazione: compiti delle vacanze di per sé è un ossimoro! Il termine “vacanza” significa la sospensione temporanea di un’attività, che può essere di lavoro o di studio. Ma un’alternativa c’è e la potremo indicare come un terzo approccio che non contrasta né con chi sostiene la necessità dei compiti, né con coloro che vorrebbero dispensare totalmente gli studenti da questo onere. Si tratta di ideare creativamente una lista di compiti autentici da sviluppare nel corso dell’estate.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di “compiti autentici” o “compiti di realtà”?

A scuola si fa un gran parlare di competenze, termine utilizzato ampiamente nei giudizi finali di valutazione degli alunni. Il testo di riferimento che definisce cosa si debba intendere per competenze è la Raccomandazione relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente (con il suo Allegato Quadro di riferimento europeo), approvata dal Parlamento Europeo il 22 maggio del 2018.

La citata Raccomandazione definisce una parola come competenze, che contiene un significato vasto e oltremodo complesso, come: “un insieme di conoscenze, abilità e atteggiamenti”. A questa si aggiunge e completa il concetto di competenze chiave, che sono: «quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, l’occupabilità, l’inclusione sociale, uno stile di vita sostenibile, una vita fruttuosa in società pacifiche, una gestione della vita attenta alla salute e la cittadinanza attiva. Esse si sviluppano in una prospettiva di apprendimento permanente, dalla prima infanzia a tutta la vita adulta, mediante l’apprendimento formale, non formale e informale in tutti i contesti, compresi la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro, il vicinato e altre comunità. Le competenze chiave sono considerate tutte di pari importanza; ognuna di esse contribuisce a una vita fruttuosa nella società». Attraverso i compiti di realtà è possibile verificare le competenze acquisite.

Quest’anno a causa delle stringenti direttive anti-covid le attività di gruppo e i lavori da sviluppare insieme ai compagni sono state necessariamente sospese. L’estate può essere quindi l’occasione per volgere lo sguardo ad attività che abbiano anche un profilo ludico capace di entusiasmare i giovani, senza che questi lo percepiscano come un compito didattico standard. Un compito di realtà è quello che potremmo definire un problem solving. Si assegna un progetto o la realizzazione di una performance, si chiede di assumere un ruolo e in quella veste si richiede lo sviluppo di un elaborato o una ricerca. Per ideare un compito autentico dobbiamo domandarci: “Come posso applicare questa conoscenza/abilità/competenza nella vita reale?”.

Possiamo essere noi docenti a sviluppare e assegnare dei compiti di realtà estivi, elaborando una programmazione che permetta di toccare tutte le discipline studiate nel corso dell’anno scolastico. Possiamo anche lasciare ai giovani la libertà di progettare anche il tema del compito di realtà. Nell’esecuzione di questi lavori, gli studenti si misurano con l’autonomia e la responsabilità di costruire, elaborare e realizzare un progetto.

Il risultato non deve essere manifestato: è l’alunno/a stesso/a che attraverso le proprie competenze acquisite e maturate deve utilizzare gli strumenti cognitivi e le nozioni necessarie per elaborare, affrontare, risolvere e portare a conclusione il compito. Un medesimo compito di realtà sarà elaborato e presentato in maniera diversa e personale, da ciascuno alunno. Questo dovrà attivare il ragionamento e la capacità di collegare materie diverse. In questo processo sarà stimolato il suo pensiero critico e la sua capacità di trovare diverse soluzioni.

Un compito se assegnato, sarebbe doveroso che venisse poi controllato dal docente. Spesso i compiti per le vacanze si riducono al classico “libro delle vacanze”, che al rientro a scuola a settembre non viene nemmeno sfogliato. Assegnare dei compiti di realtà, oltre a essere stimolante per gli alunni lo è anche per i docenti che, una volta rientrati a settembre, potrebbero fare un breve ripasso proprio attraverso la presa visione dei lavori svolti in estate, stimolando la classe a un confronto attivo che genera entusiasmo. Le proposte possono essere innumerevoli.

Visto che si tratta dei mesi estivi punterei l’attenzione su delle attività che favoriscano l’azione all’aperto, che invitino all’osservazione e contemplazione della natura, che conducano a un’educazione dei sentimenti e delle emozioni. Risvegliamo nei giovani lo stupore che purtroppo perdono troppo presto e che, invece, è qualcosa che li contraddistingue.

Visto che chiudiamo un anno scolastico complesso: distanziamento, quarantene e DaD, mancanza di attività laboratoriali, sospensione di moltissime attività sportive, perché non cominciare con il proporre delle giornate senza smartphone e qualsisiasi altro supporto tecnologico? Giornate immersi nella natura alla scoperta di tracce, suoni, odori, colori, forme, nei boschi oppure sulla spiaggia. I nostri alunni/e potranno diventare dei biologi o dei naturalisti. Dovranno individuare un animale, una pianta o un piccolo ecosistema che diventerà oggetto di studio per un elaborato che autonomamente decideranno se sviluppare sotto forma di ricerca tradizionale o realizzato sotto forma di documentario.

Potranno diventare ecologisti, promotori di una campagna di “pulizia” dalla plastica nel loro quartiere e nel luogo che ritengono bisognoso di un intervento. Potranno indossare le vesti di un giornalista che deve lavorare a un reportage. Il tema da indagare dovrà permettere al redattore di spaziare trasversalmente dai temi geografici a quelli storici e culturali. Contemporaneamente svilupperà competenze di raccolta dei dati e notizie utili e affinerà l’abilità nel selezionare i contenuti più interessanti. Completa il lavoro l’abilità di stesura, senza dimenticare l’aspetto creativo e innovativo che ciascuno può mettere come firma!

Anche suggerire di coltivare qualche piantina e di osservare il processo naturale della pianta e del suo sviluppo è un’attività che aiuta a prendersi cura di un essere vivente e di sviluppare pazienza e rispetto dei tempi naturali.

Perché non provare poi a diventare per qualche sera degli astronomi? invitiamo i ragazzi/e a volgere lo sguardo in su, a lasciarsi affascinare dalla magia della volta celeste, suggeriamo loro di andare a visitare un osservatorio astronomico, sfidiamoli a una competizione di chi vedrà nel corso dell’estate più stelle cadenti. Lasciamo loro solo una traccia di tutto quel che potranno fare in questa “vacanza”: leggere libri, fumetti, ascoltare la musica preferita, andare a un concerto all’aperto, vedere film, visitare musei e mostre.

Se in vacanza si faranno nuove amicizie, perché non cominciare a intrattenere un rapporto epistolare o via e-mail con i nuovi amici? Imparare a fotografare, non con uno smartphone, ma con una vera macchina fotografica, studiando la prospettiva, la luce, l’attimo da immortalare, dando valore a quello scatto che deve essere unico.

Cimentarsi in cucina, imparando a conoscere i prodotti di stagione, le loro provenienze e curiosando tra le ricette di tutto il mondo, facendo un viaggio culinario tra culture diverse.

Suggeriamo, inoltre, di tenere un diario in cui annotare brevi riflessioni che nascono da un’emozione improvvisa, dalla contemplazione di un paesaggio mozzafiato, dall’ascolto delle onde del mare o del vento.

Suggeriamo di riassaporare cose semplici, ma intense: la libertà di camminare scalzi su di un prato, di gioire sotto una pioggia estiva, di ridere a crepapelle con i nostri amici, di coltivare la gentilezza verso chi ci sta vicino ogni giorno. Suggeriamo anche di “annoiarsi”, perché oggi si temono i tempi considerati vuoti, ma che vuoti non sono, e possono essere invece la miccia di grandi intuizioni.

Invitiamo i nostri studenti e studentesse a essere liberi e spensierati, curiosi e appassionati di fronte al mondo che è la più grande scuola che si possa desiderare!

 

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