Cambiamenti 2.0: il ruolo degli insegnanti

ARTICOLO SCRITTO DA: ROBERTA FINAZZI E MARTA BRUSCO FORMATRICE SCUOLA OLTRE

 

CAMBIAMENTI 2.O: IL RUOLO DEGLI INSEGNANTI

Immagina di voler raccontare la società attuale ai tuoi antenati, cosa gli diresti?

Quali aggettivi daresti al mondo? Come descriveresti le persone che lo popolano?

Il cambiamento è un aspetto che contraddistingue e caratterizza la storia dell’uomo, non possiamo pensare alla vita senza inglobare il concetto di cambiamento, è sempre stato così centrale e oggi sembra che sia ancora più veloce e rapido. Ci basta accendere un personal computer o un cellulare per notare che è già disponibile un nuovo aggiornamento del sistema operativo, di un’applicazione appena scaricata o una nuova scoperta. Questi cambiamenti ovviamente non riguardano solo il mondo digitale, ma la vita quotidiana che viviamo. Cambiano le abitudini, cambiano le tradizioni, cambiano le regole, mentre noi facciamo fatica a cambiare perché ci piace la nostra comfort zone, ma ci troviamo a dover dialogare con ragazzi anche solo di vent’anni più giovani e di sentirci spaesati.

Riportiamo una famosa frase di Jon Kabat Zinn “Non puoi fermare le onde, ma puoi imparare il surf” che riteniamo perfetta per descrivere ciò che viviamo. È quello che ci chiede la società di oggi, non possiamo fermare il cambiamento, ma possiamo imparare a surfare sulla cresta dell’onda, a restare in equilibrio ed essere consapevoli di quanto accade. Solo così vivremo assaporando la bellezza del mondo.

E quindi a scuola come si possono affrontare i cambiamenti?

Innanzitutto osservando i ragazzi/e che abbiamo di fronte, conoscendoli, chiedendo loro di raccontarci un po’ della loro realtà infantile e adolescenziale, sicuramente differente dalla nostra, perché sono passati un po’ di anni e anche perché, come noi ben sappiamo, ogni alunno e studente che incontriamo ha la propria storia, il proprio vissuto e il proprio bagaglio di esperienze. Curiosiamo tra i programmi televisivi che loro guardano, clicchiamo sui loro canali Youtube, ascoltiamo i loro cantanti preferiti cercando di avvicinarci a loro. Scambiamo con loro i nostri mondi, facciamo conoscere loro le nostre canzoni del cuore e ascoltiamo le loro, scoprendo perché piacciono, perché affascinano e incantano.

Chi e come si possono aiutare i ragazzi/e di oggi nell’affrontare i cambiamenti della società odierna? Come possiamo aiutarli a trovare la loro identità?

Chi, i genitori certo, la famiglia certo, ma anche gli insegnanti hanno un ruolo importante, perché verso i dodici anni la casa perde importanza a favore del gruppo dei pari, della classe. E chi è l’adulto di riferimento in classe? L’insegnante.

 Come? La risposta che verrebbe da dare a tutti, forse è “fornendo loro strumenti”, ma quali?

Dovremmo aiutarli a comprendere l’importanza del qui ed ora, l’importanza di stare nel momento presente sia fisicamente sia mentalmente. Molto spesso anche noi adulti ci troviamo seduti a tavola con i nostri familiari avendo la “testa” connessa ad altro, spesso al lavoro.

Potremmo insegnargli che gli impegni sono tanti, ma si possono affrontare con una buona dose di determinazione: Keep calm!

Molti giovani oggi quando si trovano davanti a compiti complessi o un diario pieno, si agitano, sembrano essere presi dall’ansia. È bene quindi educare fin dall’inizio del percorso scolastico a saper vivere le situazioni, affrontando gradualmente eventuali compiti e sfide. 

Nella classica scena “ho troppi compiti per questa settimana, non ce la farò mai”, prendiamo il diario, segniamo gli impegni, ma anche i momenti di svago, proviamo a fare un piano settimanale e proviamo a seguirlo. Diamo strumenti e idee, ma lasciamo che siano loro a rielaborarle e renderle proprie. 

Poi c’è la questione identità, uno dei compiti principali in adolescenza, fase che inizia e si sviluppa durante gli anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Si possono proporre varie attività scolastiche che permettono agli studenti e alle studentesse di conoscere loro stessi e conoscere l’altro. Semplici occasioni di incontro possono diventare grandi momenti di dialogo e scoperta dell’altro che possono promuovere la scoperta di sé. È possibile pensare sia ad attività all’interno delle materie scolastiche che promuovono la scoperta di sé, sia all’interno della dinamica classe.

Immaginiamo un classico compito di ricerca ed esposizione orale, vi siete mai soffermati a chiedere a ciascuno di loro in quale ruolo si trovano maggiormente a proprio agio e le motivazioni? Avete mai incoraggiato gli studenti e le studentesse a scambiare i ruoli che si delineano naturalmente e a sforzarsi di uscire dalla propria zona di comfort, sottolineando e approfondendo questo meccanismo? Cerchiamo di fare un esempio per chiarire, dando un compito di ricerca alla classe, all’interno del sotto-gruppo ci sarà chi spontaneamente o meno, sarà designato alla ricerca del materiale, chi alla stampa, chi a incollare, chi a esporre, ecc. L’insegnante una volta conclusa l’esposizione, potrebbe andare a indagare le capacità messe in atto e le sensazioni provate da ognuno. In questo modo non sto solo fornendo conoscenza rispetto a un argomento didattico, ma sto anche permettendo all’alunno/a di conoscersi, scoprirsi e migliorarsi.

La conoscenza di sé, la crescita, la sfida sono elementi fondamentali da costruire e alimentare in una società dinamica e rapida, che chiede sì di essere flessibili, ma all’interno di una vita che reclama di essere radicati nei propri valori.

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